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IN AMBIENTE URBANO GLI UCCELLI CAMBIANO IL LORO MODO DI CANTARE
Se il traffico ti disturba, canta più forte!


Le aree urbane costituiscono per la fauna aree profondamente modificate rispetto all'ambiente naturale. Può accadere dunque che alcune specie modifichino i loro comportamenti in modo da meglio adattarsi alle condizioni incontrate nelle aree urbane.
Uno degli elementi che caratterizza l'ambiente urbano è il rumore. Le macchine, gli arei e tutti gli altri macchinari in funzione negli ambienti urbani possono dunque creare nuove pressioni selettive sulle specie animali, in particolare su quelle che, come gli Uccelli, utilizzano segnali acustici per ottenere successo riproduttivo.
Alcuni ricercatori hanno studiato una popolazione di Cinciallegra nella città di Leiden nei Paesi Bassi, per indagare la presenza di modificazioni nella tipologia di canto in base al livello di disturbo acustico.
I ricercatori hanno analizzato il canto di 32 maschi di Cinciallegra con territori dislocati in diversi ambiti cittadini, dalle zone residenziali più quiete alle zone in vicinanza di strade al alta percorrenza o a grandi incroci, dove invece sono stati registrati alti livelli di disturbo acustico.

Birdwatching


I risultati hanno mostrato che in presenza di elevato disturbo acustico i livelli di frequenza minima del canto erano più elevati: sembra dunque che i maschi di cinciallegra taglino le note basse del loro canto che più facilmente vengono mascherate dal rumore di fondo della città.
Le cinciallegre hanno solitamente un repertorio canoro molto vario.
È possibile che gli individui di dislochino nei territori a differente disturbo in base alle caratteristiche del loro canto. L'ipotesi però più accreditata dagli stessi ricercatori è che le cinciallegre imparino ad utilizzare solo una porzione ristretta dello spettro canoro a loro disposizione, in relazione alle interferenze delle condizioni acustiche locali.
È infatti noto che i maschi di Cinciallegra siano in grado di aggiustare il loro canto sia nell'interazione con gli altri maschi territoriali sia i relazione alle caratteristiche di trasmissibilità del suono degli ambienti in cui si trovano.
Lo studio dei ricercatori Hans Slabbekoorn e Margriet Peet, pubblicato nel 2003 sulla prestigiosa rivista Nature, ha dunque dimostrato che gli ambienti alterati dall'uomo sono in grado di cambiare i segnali di comunicazione degli uccelli selvatici. Agli stessi risultati sono pervenuti nel 2010 i ricercatori statunitensi David Luther e Luis Baptista grazie ad uno studio trentennale sull'evoluzione del canto di una popolazione urbana di Passero corona bianca a San Francisco. In questo caso è stata documentata addirittura l'evoluzione del canto con l'aumento delle frequenze minime.
La Cinciallegra, come il Passero corona bianca, grazie alla plasticità del canto hanno messo in atto un comportamento che consente di riprodursi nonostante elevati livelli di disturbo. Per altre specie, prive di tale plasticità, la soluzione del problema potrebbe essere più complicata ed il disturbo acustico potrebbe compromettere la capacità riproduttiva degli individui.
La conferma di questa ipotesi non ha tardato ad arrivare. Nel 2007 un team di ricercatori canadesi, studiando una popolazione di Seiuro corona dorata, ha messo in evidenza come il rumore prodotto da alcune installazioni industriali alteri la capacità dei maschi di arrivare all'accoppiamento.
Una delle probabili spiegazioni che gli stessi ricercatori suggeriscono è proprio l'interferenza del disturbo acustico con il sistema di comunicazione degli uccelli.
Se il disturbo acustico interferisse con il canto di un maschio esso potrebbe non essere udibile dalle femmine alle stesse distanze rispetto a contesti non disturbati, riducendo così il pool di femmine che potrebbero potenzialmente rispondere al canto. D'altra parte le femmine potrebbero percepire il maschi come di bassa qualità a causa della distorsione delle caratteristiche del suo canto.
Un altro comportamento adattativo è quello adottato dal Pettirosso che per evitare l'interferenza del disturbo acustico diurno espleta l'attività canora nelle ore notturne. In un brillante lavoro condotto a Sheffield, alcuni ricercatori britannici hanno dimostrato che il canto notturno è determinato dal livello diurno di disturbo acustico, piuttosto che dall'inquinamento luminoso nelle ore notturne, come in precedenza si era ipotizzato.


Bibliografia

Fuller R. A, Warren P. H. & Gaston K.J. 2007. Daytime noise predicts nocturnal singing in urban robins. Biol Lett, 3: 368-370.

Habib L., Bayne E. M. & Boutin S. 2007. Chronic industrial noise affects pairing success and age structure of ovenbirds Seiurus aurocapilla. Journal of Applied Ecology, 44 (1): 176-184.

Luther D. & Baptista L. 2010. Urban noise and the cultural evolution of bird songs. Proc. R. Soc. B, 277: 469-473.

Slabbekoorn H. & Peet M. 2003. Birds sing at a higher pitch in urban noise. Nature 424:267.